Google Stadia, oltre le console

Secondo Google, la console per i videogiochi non serve più: Stadia, la nuova piattaforma di cloud gaming, intende infatti mettere in fuorigioco Xbox e PlayStation (ma anche il tradizionale gaming su PC) per dar vita a qualcosa di nuovo e differente, basato sul cloud e accessibile ovunque. Non che l’idea sia una novità assoluta, ma fino ad oggi nessuno ha avuto la forza di portare alle estreme conseguenze un annuncio di questo tipo: ora che in campo c’è bigG le cose potrebbero davvero cambiare.



Il progetto è stato lanciato da Google con il supporto di nomi quali AMD, Unreal Engine, Unity e Havok. Ubisoft risulta essere tra i primissimi partner, quindi subito in pista di lancio con i titoli che Stadia offre anche in Italia a partire dal 19 novembre 2019. Diverse le modalità di accesso, così come molteplici sono le tipologie di dispositivi supportati.

Cos'è Stadia

Stadia è la piattaforma di gioco sviluppata da Google che consente di accedere ai videogiochi in streaming e senza l’utilizzo di alcuna console. Il principio è quello del cloud gaming, ossia una piattaforma di gioco basata su risorse cloud invece che locali. Questo significa che i dati non vengono elaborati dalla potenza di calcolo di una console situata vicino al giocatore (come nel caso dei giochi su PC o delle tradizionali Xbox/PlayStation), ma da server remoti dedicati. Più semplicemente, Stadia sta ai videogiochi come Netflix ai film o Spotify alla musica, ma con alcune differenze per quanto riguarda le modalità di fruizione dei contenuti: l’accesso è remoto, il modello è innovativo.



In una infrastruttura come quella di Stadia la gestione dell’intera esperienza di intrattenimento è affidata alle server farm, dunque, e all’efficienza dei canali di comunicazione tra il server ed il client utilizzato dall’utente. L’esperienza di gioco è di qualità quando non ci sono lag, lo scorrere del gioco è fluido e l’utente può godersi la propria esperienza senza dover mai pensare al fatto che sta dialogando in presa diretta con un server remoto.

In tutto e per tutto si tratta di una forma di gaming basata sullo streaming: le informazioni di gioco vengono ricevute dall’utente all’interno di un flusso continuo di immagini, mentre l’utente a sua volta interagisce inviando al server le proprie decisioni di gioco. Nelle promesse di Google, l’utente della piattaforma Stadia non si accorgerà in alcun modo di essere all’opera su una piattaforma cloud e questa efficienza porterà l’esperienza di gioco ad una nuova dimensione: più trasversale, meno onerosa e basata su una logica di “gaming as a service“.

Google Stadia, oltre le console

Ce la farà Google laddove altri hanno fallito e molti non si sono ancora avventurati? Le console di gioco sono già il passato? Google ritiene sia il momento giusto per Stadia e per il cloud gaming: l’investimento è importante, la scommessa è altisonante e le opportunità sono abnormi.

L’infrastruttura basata sulla cloud di Stadia si evolve per rispondere alle esigenze di giocatori, sviluppatori e creator di YouTube.

Giochi dove vuoi, quando vuoi

Dall’always-on all’always on-game il passo è breve. Il cloud gaming, infatti, consente di accedere ai propri giochi pressoché ovunque poiché è sufficiente avere uno smartphone in tasca, una sufficiente velocità di connessione (almeno 10 Mbps) e un numero di GB sufficienti per poter giocare in qualsiasi momento. È bene precisare che almeno inizialmente lo streaming dei titoli non è consentito su network mobile.



La piattaforma cloud stacca pertanto gli utenti dalla postazione fissa, ma al tempo stesso eleva non di poco le promesse fin qui portate avanti dagli altri attori già attivi da tempo nel cloud gaming. Nessun download richiesto, nessuna installazione, nessuna patch: con un click si è dentro il gioco, con un click se ne è fuori, e non occorre pensare ad altro.

Non solo: grazie alla funzione Crowd Play, con un semplice click si può accedere a una partita in multiplayer, potendo così avere una room sempre ricca di opportunità tra le quali scegliere il proprio match preferito.

Definizione 4K, 60 fps

La promessa di Google è quella di una esperienza di gioco fluida e piacevole, offrendo all’utente immagini con definizione fino a 4K e con frequenza pari a 60 fps. Su smartphone come in TV, insomma, non si dovranno sperimentare rallentamenti e, anzi, l’utente dovrà potersi godere le immagini di qualità HDR e l’audio surround previsto per l’utenza con profilo a pagamento.



Quanto costa

Google ha annunciato due tipi di abbonamento per l’accesso all’esperienza di gaming offerta da Stadia, con prezzi e caratteristiche differenti:

  • Stadia Pro: 9,99 euro al mese
    Consente una risoluzione fino al 4K, un frame rate pari a 60 fps e audio 5.1 surround, a cui si aggiungono sconti esclusivi su una selezione di giochi e la possibilità di accedere gratuitamente a tutta una serie di titoli.
  • Stadia Base: gratuito
    Consente una risoluzione fino a un (comunque ottimo) Full HD, frame rate pari a 60 fps, audio stereo; non vi sono giochi accessibili a titolo gratuito e non è possibile accedere a sconti esclusivi riservati agli abbonati Pro. Questa formula sarà disponibile a partire dal 2020.

Google Stadia, oltre le console

Subito dopo la presentazione è stato reso disponibile in pre-ordine un pacchetto denominato Founder’s Edition a 129,00 euro, riservato ai primissimi che hanno desiderato salire a bordo, andato ben presto sold-out.

Nel ragionare questo tipo di prezzi occorre però fin da subito metabolizzare l’idea di quello che è un sistema differente di gaming, cosa che determina anche un nuovo modello di business. L’utente fa fronte a una spesa per l’abbonamento se desidera non scendere a compromessi in termini di qualità (4K, 60 fps, audio sorround), poi deve comunque mettere mano al portafogli per comprare i giochi singolarmente, a meno che questi non siano offerti in via promozionale con la sottoscrizione. La spesa mensile, dunque, serve per garantirsi l’accesso all’infrastruttura cloud.

I titoli non saranno acquistati su alcun supporto fisico poiché non ne è richiesta alcuna disponibilità materiale (su DVD o Blu-ray) né immateriale (allocata su un disco locale): il cloud gaming suggerisce piuttosto una modalità di “gaming as a service” nel quale varie forme di abbonamento (alla piattaforma o a giochi premium) sostituiscono quello che è il tradizionale acquisto.

Cambia il supporto, cambia la filiera, cambiano le logiche di mercato, cambia l’intero modello: così come lo streaming ha cambiato il modo di pagare l’accesso a film e musica, così avverrà anche i videogiochi.

Google Stadia, oltre le console

Stadia in Italia

Il lancio di Stadia in Italia e in altri 13 paesi del mondo è avvenuto il 19 novembre 2019. Il prezzo dell’abbonamento con formula Pro offerto nel nostro paese è quello già menzionato: 9,99 euro al mese.

I giochi

Sono 22 i giochi offerti al day one si Stadia (più avanti l’elenco), con la prospettiva di vedere il catalogo ampliarsi ben presto con l’inclusione di altre produzioni, così da poter offrire un’esperienza varia e in grado di soddisfare ogni palato.

Nella visione di Google per Stadia, nessuna software house dovrà più preoccuparsi di sviluppare una versione desktop, una per console e una per mobile: la piattaforma nasce per questo e chiede ai grandi gruppi di realizzare i titoli semplicemente per il cloud. A dare l’esempio sarà lo studio Stadia Game and Entertainment guidato da Jade Raymond, ex Electronic Arts e Ubisoft.

Una conferma giunta fin dalla presentazione iniziale è quella relativa alle esclusive. I giochi che Stadia riuscirà ad avere solo per sé costituiranno un valore competitivo altissimo, al pari di quanto fatto da Netflix per imporsi nel mondo del video in streaming. Così sarà anche per il progetto di Google: videogiochi in esclusiva che caratterizzino l’esperienza sulla piattaforma rispetto ai competitor (Microsoft xCloud su tutti), alzando il livello complessivo e tentando di scavare un solco tra Mountain View e la concorrenza.

I giochi all’esordio

Questo il parco titoli che Google promette agli utenti per l’esordio in Italia, dal day one.

  • Assassin’s Creed Odyssey;
  • Attack on Titan: Final Battle 2;
  • Destiny 2: The Collection;
  • Farming Simulator 2019;
  • Final Fantasy XV;
  • Football Manager 2020;
  • Grid 2019;
  • Gylt;
  • Just Dance 2020;
  • Kine;
  • Metro Exodus;
  • Mortal Kombat 11;
  • NBA 2K20;
  • Rage 2;
  • Rise of the Tomb Raider;
  • Red Dead Redemption 2;
  • Samurai Shodown;
  • Shadow of the Tomb Raider;
  • Thumper;
  • Tomb Raider 2013;
  • Trials Rising;
  • Wolfenstein: Youngblood.

Hardware

La piattaforma Google Stadia consente di giocare ovunque e con pressoché qualsiasi hardware. Di seguito l’elenco dei dispositivi compatibili al debutto.

  • qualsiasi computer Windows, macOS o Linux in grado di eseguire la versione del browser Chrome;
  • qualsiasi computer o tablet con sistema operativo Chrome OS;
  • il dongle Google Chromecast Ultra;
  • il controller ufficiale di Stadia;
  • gli smartphone Pixel 2, Pixel 2 XL, Pixel 3, Pixel 3 XL, Pixel 3a, Pixel 3a XL, Pixel 4, Pixel 4 XL;
  • qualsiasi dispositivo iOS con la versione 11 o successiva del sistema operativo (solo per gestione account);
  • qualsiasi dispositivo Android con la versione 6 o successiva del sistema operativo (solo per gestione account).

Non serve altro perché GPU, CPU e memoria sono a tutti gli effetti elementi delegati a Google: le informazioni non sono elaborate in locale, ma gestite dal server remoto che invia al client soltanto la risultanza finale necessaria per il gioco.

L’assenza di requisiti restrittivi indica pertanto la possibilità di accedere a Google Stadia sia da smartphone che da PC, nonché da tablet o da Chromecast, il tutto con un rapporto privilegiato tra la piattaforma di gaming e quella video di YouTube.

Il controller

Per rendere quanto migliore l’esperienza su Stadia, tuttavia, Google ha sviluppato anche un apposito controller pensato per offrire ai gamer una gestione più rapida ed emozionante dei propri videogiochi. Tramite la rete WiFi, il controller Stadia genera una connessione diretta con i server, permettendo così un dialogo diretto, rapido e senza mediazioni che in qualche modo è come quello tradizionale tra controller e console. La differenza è che in questo caso la distanza non è di pochi metri, ma di svariate centinaia di chilometri.

Google Stadia, oltre le console

Il controller, disponibile nelle colorazioni bianca, nera e azzurra, consente di avere tutte le funzioni tradizionali dei videogiochi, ma al tempo stesso permette di effettuare catture istantanee delle immagini per una successiva condivisione, oppure per accedere all’Assistente Google tramite apposito microfono incorporato.

Il data center Stadia

La potenza di calcolo e la memoria che dovranno supportare Stadia sono tutti concentrati nei data center gestiti da Google. Siccome il client viene eliminato, limitando ogni funzionalità a un monitor e un sensore di input, tutto il peso grava sull’infrastruttura. A tal fine il gruppo di Mountain View ha predisposto una dotazione di altissimo spessore, con specifiche destinate a crescere ulteriormente con l’aumentare dell’utenza:

  • CPU x86 custom da 2,70 GHz hyper-threaded con AVX2 SIMD e 9,5 MB di cache L2+L3;
  • GPU AMD custom con memoria HBM2 e 56 compute unit;
  • 16 GB di RAM con performance fino a 484 GB/s;
  • cloud storage SSD.

Banda e connessione

Quanta banda serve per poter accedere all’intrattenimento con Google Stadia? Google ha spiegato fin da subito:

È richiesta una connessione a Internet ad alta velocità. La visione in 4K HDR a 60 fps dipende dalla larghezza di banda. L’esperienza di gioco può variare a seconda della qualità della connessione a Internet.

La quantità di banda necessaria per lo streaming dei giochi su Stadia deve pertanto essere di un certo livello, poiché le immagini promesse sono in grado di arrivare a 4K con frame rate da 60 frame al secondo. La qualità, così come l’assenza di lag, è garantita dalla sicura adozione di algoritmi adattativi in grado di scalare la definizione con il decrescere delle performance della connessione. Così come è complesso poter godere di un film in alta definizione quando il flusso di banda non è particolarmente performante, a maggior ragione l’esperienza sarà complessa nel gaming, ove l’istantaneità è tutto e dove il buffer è spesso al di fuori delle possibilità del gioco.

Di qui le specifiche precise indicate da Google in fase di presentazione: servono almeno 10 Mbps in download e 1 Mbps in upload per una minima esperienza di gioco, con performance a crescere in base alla capacità di banda in download. Per una valida esperienza a 1080p (quanto garantito agli account gratuiti) sono richiesti 20 Mbps, mentre per una vera esperienza in 4K propria di un account Stadia Pro sono necessari 35 Mbps.

Google Stadia, oltre le console

Google ha sviluppato inoltre un semplice test di velocità che consente di capire se la propria attuale connessione sia in grado di supportare l’esperienza di gioco desiderata.

Il consumo di banda sarà particolarmente importante quando l’accesso al gioco avverrà da postazione mobile (possibilità negata al lancio), ove il limite dei GB a disposizione del proprio smartphone potrebbero imporre specifici limiti all’intrattenimento su Stadia. Lo stesso quadro generale delle offerte mobile consumer sono pertanto destinate a cambiare, strizzando l’occhio a quanti vorranno fruire di un’esperienza di cloud gaming in mobilità cercando supporto nella velocità e nella capienza di appositi abbonamenti.

Stadia e YouTube

Stadia avrà per sua definizione un rapporto privilegiato con YouTube. Ciò avviene per vari motivi e il primo è quello di una sorta di vocazione comune: YouTube, da sempre sinonimo di streaming video, ospiterà immagini e trailer dei giochi, diventando per molti versi anche una vetrina per l’esperienza videoludica altrui. Inoltre la repository diventerà un cavallo di Troia per i giochi, poiché sarà sufficiente un click per passare dalla visualizzazione di un gioco all’accesso diretto al gioco stesso.

YouTube si candida pertanto fin dal primo giorno a diventare una sorta di compendio a Google Stadia, e viceversa la promessa di sinergie non è certo celata. Stadia e YouTube sono destinati quindi a diventare le due facce della stessa medaglia del cloud gaming: da una parte c’è l’esperienza di gioco diretta, dall’altra c’è quella indiretta delle immagini di gameplay. L’unione tra le due parti consegna a Google una posizione privilegiata per fare di Stadia un passaggio obbligato per chiunque ami i videogiochi.

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Il progetto è stato lanciato da Google con il supporto di nomi quali AMD, Unreal Engine, Unity e Havok. Ubisoft risulta essere tra i primissimi partner, quindi subito in pista di lancio con i titoli che Stadia offre anche in Italia a partire dal 19 novembre 2019. Diverse le modalità di accesso, così come molteplici sono le tipologie di dispositivi supportati.

Cos'è Stadia

Stadia è la piattaforma di gioco sviluppata da Google che consente di accedere ai videogiochi in streaming e senza l’utilizzo di alcuna console. Il principio è quello del cloud gaming, ossia una piattaforma di gioco basata su risorse cloud invece che locali. Questo significa che i dati non vengono elaborati dalla potenza di calcolo di una console situata vicino al giocatore (come nel caso dei giochi su PC o delle tradizionali Xbox/PlayStation), ma da server remoti dedicati. Più semplicemente, Stadia sta ai videogiochi come Netflix ai film o Spotify alla musica, ma con alcune differenze per quanto riguarda le modalità di fruizione dei contenuti: l’accesso è remoto, il modello è innovativo.

In una infrastruttura come quella di Stadia la gestione dell’intera esperienza di intrattenimento è affidata alle server farm, dunque, e all’efficienza dei canali di comunicazione tra il server ed il client utilizzato dall’utente. L’esperienza di gioco è di qualità quando non ci sono lag, lo scorrere del gioco è fluido e l’utente può godersi la propria esperienza senza dover mai pensare al fatto che sta dialogando in presa diretta con un server remoto.

In tutto e per tutto si tratta di una forma di gaming basata sullo streaming: le informazioni di gioco vengono ricevute dall’utente all’interno di un flusso continuo di immagini, mentre l’utente a sua volta interagisce inviando al server le proprie decisioni di gioco. Nelle promesse di Google, l’utente della piattaforma Stadia non si accorgerà in alcun modo di essere all’opera su una piattaforma cloud e questa efficienza porterà l’esperienza di gioco ad una nuova dimensione: più trasversale, meno onerosa e basata su una logica di “gaming as a service“.

Google Stadia, oltre le console

Ce la farà Google laddove altri hanno fallito e molti non si sono ancora avventurati? Le console di gioco sono già il passato? Google ritiene sia il momento giusto per Stadia e per il cloud gaming: l’investimento è importante, la scommessa è altisonante e le opportunità sono abnormi.

L’infrastruttura basata sulla cloud di Stadia si evolve per rispondere alle esigenze di giocatori, sviluppatori e creator di YouTube.

Giochi dove vuoi, quando vuoi

Dall’always-on all’always on-game il passo è breve. Il cloud gaming, infatti, consente di accedere ai propri giochi pressoché ovunque poiché è sufficiente avere uno smartphone in tasca, una sufficiente velocità di connessione (almeno 10 Mbps) e un numero di GB sufficienti per poter giocare in qualsiasi momento. È bene precisare che almeno inizialmente lo streaming dei titoli non è consentito su network mobile.

La piattaforma cloud stacca pertanto gli utenti dalla postazione fissa, ma al tempo stesso eleva non di poco le promesse fin qui portate avanti dagli altri attori già attivi da tempo nel cloud gaming. Nessun download richiesto, nessuna installazione, nessuna patch: con un click si è dentro il gioco, con un click se ne è fuori, e non occorre pensare ad altro.

Non solo: grazie alla funzione Crowd Play, con un semplice click si può accedere a una partita in multiplayer, potendo così avere una room sempre ricca di opportunità tra le quali scegliere il proprio match preferito.

Definizione 4K, 60 fps

La promessa di Google è quella di una esperienza di gioco fluida e piacevole, offrendo all’utente immagini con definizione fino a 4K e con frequenza pari a 60 fps. Su smartphone come in TV, insomma, non si dovranno sperimentare rallentamenti e, anzi, l’utente dovrà potersi godere le immagini di qualità HDR e l’audio surround previsto per l’utenza con profilo a pagamento.

Quanto costa

Google ha annunciato due tipi di abbonamento per l’accesso all’esperienza di gaming offerta da Stadia, con prezzi e caratteristiche differenti:

  • Stadia Pro: 9,99 euro al mese
    Consente una risoluzione fino al 4K, un frame rate pari a 60 fps e audio 5.1 surround, a cui si aggiungono sconti esclusivi su una selezione di giochi e la possibilità di accedere gratuitamente a tutta una serie di titoli.
  • Stadia Base: gratuito
    Consente una risoluzione fino a un (comunque ottimo) Full HD, frame rate pari a 60 fps, audio stereo; non vi sono giochi accessibili a titolo gratuito e non è possibile accedere a sconti esclusivi riservati agli abbonati Pro. Questa formula sarà disponibile a partire dal 2020.

Google Stadia, oltre le console

Subito dopo la presentazione è stato reso disponibile in pre-ordine un pacchetto denominato Founder’s Edition a 129,00 euro, riservato ai primissimi che hanno desiderato salire a bordo, andato ben presto sold-out.

Nel ragionare questo tipo di prezzi occorre però fin da subito metabolizzare l’idea di quello che è un sistema differente di gaming, cosa che determina anche un nuovo modello di business. L’utente fa fronte a una spesa per l’abbonamento se desidera non scendere a compromessi in termini di qualità (4K, 60 fps, audio sorround), poi deve comunque mettere mano al portafogli per comprare i giochi singolarmente, a meno che questi non siano offerti in via promozionale con la sottoscrizione. La spesa mensile, dunque, serve per garantirsi l’accesso all’infrastruttura cloud.

I titoli non saranno acquistati su alcun supporto fisico poiché non ne è richiesta alcuna disponibilità materiale (su DVD o Blu-ray) né immateriale (allocata su un disco locale): il cloud gaming suggerisce piuttosto una modalità di “gaming as a service” nel quale varie forme di abbonamento (alla piattaforma o a giochi premium) sostituiscono quello che è il tradizionale acquisto.

Cambia il supporto, cambia la filiera, cambiano le logiche di mercato, cambia l’intero modello: così come lo streaming ha cambiato il modo di pagare l’accesso a film e musica, così avverrà anche i videogiochi.

Google Stadia, oltre le console

Stadia in Italia

Il lancio di Stadia in Italia e in altri 13 paesi del mondo è avvenuto il 19 novembre 2019. Il prezzo dell’abbonamento con formula Pro offerto nel nostro paese è quello già menzionato: 9,99 euro al mese.

I giochi

Sono 22 i giochi offerti al day one si Stadia (più avanti l’elenco), con la prospettiva di vedere il catalogo ampliarsi ben presto con l’inclusione di altre produzioni, così da poter offrire un’esperienza varia e in grado di soddisfare ogni palato.

Nella visione di Google per Stadia, nessuna software house dovrà più preoccuparsi di sviluppare una versione desktop, una per console e una per mobile: la piattaforma nasce per questo e chiede ai grandi gruppi di realizzare i titoli semplicemente per il cloud. A dare l’esempio sarà lo studio Stadia Game and Entertainment guidato da Jade Raymond, ex Electronic Arts e Ubisoft.

Una conferma giunta fin dalla presentazione iniziale è quella relativa alle esclusive. I giochi che Stadia riuscirà ad avere solo per sé costituiranno un valore competitivo altissimo, al pari di quanto fatto da Netflix per imporsi nel mondo del video in streaming. Così sarà anche per il progetto di Google: videogiochi in esclusiva che caratterizzino l’esperienza sulla piattaforma rispetto ai competitor (Microsoft xCloud su tutti), alzando il livello complessivo e tentando di scavare un solco tra Mountain View e la concorrenza.

I giochi all’esordio

Questo il parco titoli che Google promette agli utenti per l’esordio in Italia, dal day one.

  • Assassin’s Creed Odyssey;
  • Attack on Titan: Final Battle 2;
  • Destiny 2: The Collection;
  • Farming Simulator 2019;
  • Final Fantasy XV;
  • Football Manager 2020;
  • Grid 2019;
  • Gylt;
  • Just Dance 2020;
  • Kine;
  • Metro Exodus;
  • Mortal Kombat 11;
  • NBA 2K20;
  • Rage 2;
  • Rise of the Tomb Raider;
  • Red Dead Redemption 2;
  • Samurai Shodown;
  • Shadow of the Tomb Raider;
  • Thumper;
  • Tomb Raider 2013;
  • Trials Rising;
  • Wolfenstein: Youngblood.

Hardware

La piattaforma Google Stadia consente di giocare ovunque e con pressoché qualsiasi hardware. Di seguito l’elenco dei dispositivi compatibili al debutto.

  • qualsiasi computer Windows, macOS o Linux in grado di eseguire la versione del browser Chrome;
  • qualsiasi computer o tablet con sistema operativo Chrome OS;
  • il dongle Google Chromecast Ultra;
  • il controller ufficiale di Stadia;
  • gli smartphone Pixel 2, Pixel 2 XL, Pixel 3, Pixel 3 XL, Pixel 3a, Pixel 3a XL, Pixel 4, Pixel 4 XL;
  • qualsiasi dispositivo iOS con la versione 11 o successiva del sistema operativo (solo per gestione account);
  • qualsiasi dispositivo Android con la versione 6 o successiva del sistema operativo (solo per gestione account).

Non serve altro perché GPU, CPU e memoria sono a tutti gli effetti elementi delegati a Google: le informazioni non sono elaborate in locale, ma gestite dal server remoto che invia al client soltanto la risultanza finale necessaria per il gioco.

L’assenza di requisiti restrittivi indica pertanto la possibilità di accedere a Google Stadia sia da smartphone che da PC, nonché da tablet o da Chromecast, il tutto con un rapporto privilegiato tra la piattaforma di gaming e quella video di YouTube.

Il controller

Per rendere quanto migliore l’esperienza su Stadia, tuttavia, Google ha sviluppato anche un apposito controller pensato per offrire ai gamer una gestione più rapida ed emozionante dei propri videogiochi. Tramite la rete WiFi, il controller Stadia genera una connessione diretta con i server, permettendo così un dialogo diretto, rapido e senza mediazioni che in qualche modo è come quello tradizionale tra controller e console. La differenza è che in questo caso la distanza non è di pochi metri, ma di svariate centinaia di chilometri.

Google Stadia, oltre le console

Il controller, disponibile nelle colorazioni bianca, nera e azzurra, consente di avere tutte le funzioni tradizionali dei videogiochi, ma al tempo stesso permette di effettuare catture istantanee delle immagini per una successiva condivisione, oppure per accedere all’Assistente Google tramite apposito microfono incorporato.

Il data center Stadia

La potenza di calcolo e la memoria che dovranno supportare Stadia sono tutti concentrati nei data center gestiti da Google. Siccome il client viene eliminato, limitando ogni funzionalità a un monitor e un sensore di input, tutto il peso grava sull’infrastruttura. A tal fine il gruppo di Mountain View ha predisposto una dotazione di altissimo spessore, con specifiche destinate a crescere ulteriormente con l’aumentare dell’utenza:

  • CPU x86 custom da 2,70 GHz hyper-threaded con AVX2 SIMD e 9,5 MB di cache L2+L3;
  • GPU AMD custom con memoria HBM2 e 56 compute unit;
  • 16 GB di RAM con performance fino a 484 GB/s;
  • cloud storage SSD.

Banda e connessione

Quanta banda serve per poter accedere all’intrattenimento con Google Stadia? Google ha spiegato fin da subito:

È richiesta una connessione a Internet ad alta velocità. La visione in 4K HDR a 60 fps dipende dalla larghezza di banda. L’esperienza di gioco può variare a seconda della qualità della connessione a Internet.

La quantità di banda necessaria per lo streaming dei giochi su Stadia deve pertanto essere di un certo livello, poiché le immagini promesse sono in grado di arrivare a 4K con frame rate da 60 frame al secondo. La qualità, così come l’assenza di lag, è garantita dalla sicura adozione di algoritmi adattativi in grado di scalare la definizione con il decrescere delle performance della connessione. Così come è complesso poter godere di un film in alta definizione quando il flusso di banda non è particolarmente performante, a maggior ragione l’esperienza sarà complessa nel gaming, ove l’istantaneità è tutto e dove il buffer è spesso al di fuori delle possibilità del gioco.

Di qui le specifiche precise indicate da Google in fase di presentazione: servono almeno 10 Mbps in download e 1 Mbps in upload per una minima esperienza di gioco, con performance a crescere in base alla capacità di banda in download. Per una valida esperienza a 1080p (quanto garantito agli account gratuiti) sono richiesti 20 Mbps, mentre per una vera esperienza in 4K propria di un account Stadia Pro sono necessari 35 Mbps.

Google Stadia, oltre le console

Google ha sviluppato inoltre un semplice test di velocità che consente di capire se la propria attuale connessione sia in grado di supportare l’esperienza di gioco desiderata.

Il consumo di banda sarà particolarmente importante quando l’accesso al gioco avverrà da postazione mobile (possibilità negata al lancio), ove il limite dei GB a disposizione del proprio smartphone potrebbero imporre specifici limiti all’intrattenimento su Stadia. Lo stesso quadro generale delle offerte mobile consumer sono pertanto destinate a cambiare, strizzando l’occhio a quanti vorranno fruire di un’esperienza di cloud gaming in mobilità cercando supporto nella velocità e nella capienza di appositi abbonamenti.

Stadia e YouTube

Stadia avrà per sua definizione un rapporto privilegiato con YouTube. Ciò avviene per vari motivi e il primo è quello di una sorta di vocazione comune: YouTube, da sempre sinonimo di streaming video, ospiterà immagini e trailer dei giochi, diventando per molti versi anche una vetrina per l’esperienza videoludica altrui. Inoltre la repository diventerà un cavallo di Troia per i giochi, poiché sarà sufficiente un click per passare dalla visualizzazione di un gioco all’accesso diretto al gioco stesso.

YouTube si candida pertanto fin dal primo giorno a diventare una sorta di compendio a Google Stadia, e viceversa la promessa di sinergie non è certo celata. Stadia e YouTube sono destinati quindi a diventare le due facce della stessa medaglia del cloud gaming: da una parte c’è l’esperienza di gioco diretta, dall’altra c’è quella indiretta delle immagini di gameplay. L’unione tra le due parti consegna a Google una posizione privilegiata per fare di Stadia un passaggio obbligato per chiunque ami i videogiochi.

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